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L'attività aerobica e l'incremento di radicali liberi (invecchiamento)

Cattiva notizia n. 1 - L'allenamento aerobico eleva il cortisolo ed accelera l'invecchiamento L'allenamento aerobico contribuisce ad elevare i livelli di cortisolo e accelera l'invecchiamento. Se i tuoi livelli di cortisolo sono alti in modo cronico, il tuo corpo accumulerà grasso anzichè bruciarlo. Il cortisolo alto porta anche ad un aumento del grasso viscerale nella zona addominale, un fatto che di per sè provoca un aumento dell'accumulo di grasso e dell'infiammazione sistemica. In altre parole, l'attività aerobica incrementa l'infiammazione nel corpo, cosa che dimostrerò nel paragrafo successivo, e questo fatto combinato con le scorie ossidative elevate dal grasso viscerale ti farà invecchiare prima del tempo! Il cortisolo elevato promuove un invecchiamento precoce anche perché incrementa le sostanze ossidative che promuovono uno stato infiammatorio generalizzato nell'organismo, incluso il cervello, il cuore, il tratto gastrointestinale e ...

Camminata, corsa e consumo calorico

Camminata, corsa e consumo calorico Molto spesso, il principiante che prende la sana decisione di cominciare a fare attività fisica, si trova davanti alla domanda: “meglio camminare o correre”? Partendo da alcuni dati scientifici a nostra disposizione, cerchiamo di analizzare costi e benefici di entrambe le attività, oltre alle implicazioni biomeccaniche e psicologiche. Secondo McArdle-Katch-McArdle e la maggior parte degli autori, si tende a ritenere valida l’approssimazione che vede un consumo energetico nella corsa pari a: 1 Kcal x kg di peso corporeo x km percorsi Ossia per ogni chilometro corso, vi sarà un dispendio energetico di una caloria per ogni chilogrammo di peso corporeo. Dunque la massa corporea gioca un ruolo importante nel determinare il consumo energetico dell’attività. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, invece, la velocità non risulta un parametro rilevante. Sempre secondo gli stessi autorevoli autori infatti, correre mille metri a...

Stretching; perchè non farlo

STRETCHING: I 5 punti del perché non farlo   1. Lo stretching NON si fa prima dell'allenamento perchè va a incidere sulla prestazione sportiva in maniera negativa. Lo stretching crea microtraumi nelle fibre che saranno meno forti e soprattutto sposta il punto di attivazione della catena, responsabile del riflesso miotatico.. Questo vuol dire che i nostri nocicettori ( terminazioni di neuroni sensoriali ) e i nostri "sistemi di controllo" si attiveranno più tardi, creando possibilità di infortunio (ragionamento diverso è fare un richiamo della mobilità, che è diverso dallo stretching) 2. Lo stretching NON si fa dopo allenamento, perchè   va a incidere negativamente sui microtraumi muscolari e, al contrario del pensiero comune, SFAVORISCE il recupero. Perchè sfavorisce il recupero? Perchè crea vasocostrizione in un momento in cui l'afflusso di sangue ha una grossa importanza 3. Lo stretching NON scalda, anzi, ritarda il riscaldamento.. Se lo eseguite per que...
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Volume contro intensità Si può dire che ci sono due scuole principali di pensiero quando si cerca di diventare più grossi: la scuole del volume e la scuola dell’intensità. Il volume si riferisce alle serie e alle ripetizioni nel processo dell’allenamento, mentre l’intensità si riferisce a quanto carico è sollevato. La maggior parte delle persone concorda nel dire che il volume e l’intensità siano inversamente proporzionali. Se fai salire il volume, devi abbassare l’intensità. Al contrasio, per far salire l’intensità, hai bisogno di abbassare il volume. Direi che nella realtà dell’usuale letteratura sull’allenamento per il bodybuilding/allenamento per la forza influenzata dal Nord America, il gruppo volume è probabilmente il vincitore. In altre parole, questa scuola di pensiero è la dominante Perché il volume? Influenze storiche Scorriamo brevemente alcune potenziali influenze storiche riguardanti la dominanza del volume nell’allenamento per l’incremento delle mis...
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IL BILANCIO AZOTATO Fabbisogno proteico obbligatorio Il fabbisogno proteico obbligatorio è quello che ti pemette di eguagliare le perdite dovute alle attività quotidiane. Si calcola misurando l'escrezione di azoto mentre si segue una dieta a zero proteine. In tal modo tutta l'escrezione misurata sarà esclusivamente dovuta alla scissione proteica. Il fabbisogno proteico obbligatorio è stato stimato a circa 50-60 mg/kg/giorno. Un uomo di 70 kg perde quindi circa 4 g di azoto al giorno. Dato che nelle proteine c'è all'incirca il 16% di azoto, una perdita di 4 g di azoto equivale a una perdita di circa 25 g di proteine al giorno. Correggendo questo valore per la digeribilità e per la variabilità individuale, l'RDA descrive un valore di 0.8 g/kg/giorno di proteine. Proteine e atleti Contrariamente a quanto molti dietologi credono, l'RDA non ha mai fornito informazioni utili all'individuo attivo (atleta). Le ...